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Il coraggio del secondo appuntamento

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Cosimo Scarano
Scritto da Cosimo Scarano

Il primo appuntamento è sempre qualcosa di emozionante, unico, indimenticabile. Notiamo una certa persona per strada, o più probabilmente su un social network, le inviamo un messaggio, riusciamo a strapparle un’uscita e subito ci sentiamo felici. Gli spiriti narcisisti sono appagati, l’amore ha una piccola rivincita, una storia pronta per essere raccontata sembra cominciare. E poi tutto svanisce, scoppia come una bolla di sapone, quando improvvisamente uno dei due decide di abbandonare il tavolo e scompare. Esiste una spiegazione per tutto questo?

Molte persone si fanno influenzare nel loro modo di intendere le relazioni umane da un sentimento che con troppa facilità dicono di non conoscere nemmeno: la paura.

Quando decidete di uscire con una persona più o meno sconosciuta, niente è scontato in partenza: il primo appuntamento può rivelarsi un completo successo, e in quel caso si creano i presupposti per qualcosa di duraturo, oppure essere un totale disastro. Potete tornare a casa dopo la prima uscita come migliori amici, magari odiarvi già a prima vista, potete finire a letto in cerca solo di sesso o innamorarvi a tal punto da fissare un viaggio di nozze di lì a poco. Non sapete in partenza come andranno le cose, lo scoprirete solo durante altri incontri, cioè durante la costruzione di un “qualcosa” tra di voi.

Per far sì che questo qualcosa si materializzi, bisogna inevitabilmente dare tempo. All’altra persona di farsi apprezzare, alle congiunzioni astrali di lavorare per voi, al vostro cervello di trovare quello per cui valga la pena approfondire una conoscenza. Viviamo, noi ragazzi, col terrore di rimanere ingabbiati in qualcosa di serio, che ci porti via la libertà che ci fa tanto comodo. E non ci rendiamo conto che questo terrore ci porta via tante possibilità, tante cose che sono potenzialmente stupende ed invece restano per sempre negli scatoloni polverosi dove finisce tutto ció che decidiamo di lasciar perdere.

Beh, sapete una cosa? Non è detto che debba andare sempre così! Siamo prigionieri di una visione delle relazioni umane che sposa in pieno lo schema “incontro – frequentazione – fidanzamento – matrimonio”, ma la verità è che se qualcuno vuole portarvi a cena non necessariamente è follemente innamorato di voi. Non per forza, questo qualcuno, vuole condurvi all’altare e vivere per sempre sotto uno stesso tetto. Non è così che funziona.

Nella vostra vita incontrerete persone che non vi diranno nulla, o magari molto poco, dopo il primo appuntamento e di cui apprezzerete tante cose solo dopo mesi. Persone incredibili con cui farete dell’ottimo sesso, e poi tutto finirà lì. Persone meravigliose con cui continuerete ad uscire per anni, senza nemmeno l’ombra di un contatto fisico, perché anche le migliori amicizie nascono da semplici incontri, inconsapevoli appuntamenti. Rifiutare di uscire con una persona per paura, di rimanere “fregati”, o di soffrire perché qualcosa magari – si, – va sempre storto, è una grande idiozia.

Invece di assistere al naturale svolgimento delle cose, le persone collocano barriere e si negano tante, tantissime occasioni di felicità. Perché a quanto pare risulta estremamente facile contattare qualcuno per la prima volta e chiedergli di uscire; il coraggio manca, invece, quando arriva il momento di scrivere un semplice “Voglio rivederti” alla persona che ha suscitato il nostro interesse. 

Smettetela di aver paura di farvi del male e datevi più occasioni: non diventerete mai il centro del mondo di qualcuno, senza il coraggio di entrarci in quel mondo.

 

 

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