Fashion

Comunicare la moda

Modelle
Elisa Zisa
Scritto da Elisa Zisa

Cosa potrebbe collegare il mondo dei sogni con quello della moda? Sognare di indossare quel vestito sfoggiato da una famosa attrice durate il red carpet del Festival di Cannes?
Sognare di avere un guardaroba in pieno stile Carrie Bradshaw in “Sex and the city”?
O ancora, sognare una vita da liceali dell’ Upper-East side di New York che sfoggiano i loro abiti e accessori costosi nei corridoi di un college?
No, se queste sono immagini che potrebbero saltare alla mente in un primo momento  pensando al mondo della moda, credo che ci si trovi proprio su una strada sbagliata.
Quando si parla del fenomenomoda non si dovrebbe focalizzare l’interesse nei confronti di quel vestito di frivolezza e superficilità che gli è stato cucito addosso nel corso degli anni e che porta la maggior parte delle persone ad associate la parola fashion a pieghe, bottoni, paillettes e grande spreco di denaro.
Bisognerebbe piuttosto iniziare a capire come, nel corso degli anni, il mondo della moda abbia donato lustro al nostro Paese che ospita una delle più importanti capitali della moda nel mondo, Milano; a quanto questo possa essere definito un fenomeno sociale a tutti gli effetti, avendo inciso nel passato e nella storia della nostra società su vari livelli, da quello estetico a quello psicologico, senza tralasciare l’aspetto economico considerato che l’industria tessile risulta essere al giorno d’oggi uno dei più settori più forti dell’economia mondiale.
Attraverso la moda si è in grado di “raccontare i sogni e i desideri del proprio tempo” e questo grazie al lavoro di tutti i sarti, couturier, stilisti che si sono susseguiti nel corso degli anni, da Worth a Coco Chanel, da Poiret a Yves Saint Laurent: personalità che hanno dato vita a  forme, colori e materiali in grado di racchiudere intere epoche nelle proprie creazioni.
Tutto ciò è facilmente dimostrabile: basta prendere una foto che raffiguri un gruppo di persone, metterla nelle mani di un passante qualsiasi e chiedergli di datare ciò che sta osservando senza fornirgli alcun riferimento temporale. Quella persona inevitabilemte cercherà di ricostruire l’orizzonte temporale in cui quella foto è stata scattata… ma basandosi su cosa? Certamente noterà subito gli abiti indossati, lo stile dei soggeti raffigurati dunque la capigliatura, gli accessori, tutti piccoli ma significativi dettagli che gli potrebbero permettere di trovare un collegamento con un’epoca precisa.
Basti pensare a quanto siano state incisive le mode degli anni ’60, ’70, ’80 e ’90 e a come queste tornino ciclicamente nelle collezioni anche a distanza di anni proprio perchè cariche di grandi messaggi.
Parlare di moda, comunicare ciò che è interno al mondo del fashion system non è solo veicolare informazioni sui colori o sulla lunghezza dei vestiti delle collezioni primavera/estate della maison più quotata del momento; parlare di moda vuol dire esprimersi tramite un linguaggio privo di grammatica e di un vocabolario di riferimento, ma talmente significativo da essere in grado di comunicare qualcosa che da solo non sarebbe in grado di esprimersi.

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