Storie

Dalla strada al riscatto: un incontro speciale

Cosimo Scarano
Scritto da Cosimo Scarano

Dunque, da circa un mese ho deciso che era giunto finalmente il tempo di iscrivermi in palestra, e che i dolori alla schiena dovuti alle ore trascorse davanti al pc in ufficio forse potevano avere una soluzione diversa dalle semplici imprecazioni proferite esclusivamente in dialetto, di modo che nessuno qui riuscisse a decifrarle.

Non ho mai amato andare in palestra, per via dell’idea – pregiudizio? – che fosse un ambiente frequentato soprattuto da un tipo di “clientela” contraddistinta da una certa dose di narcisismo, mista a machismo e aridità espressa in varie forme. Ma come accade sempre nella vita quando ci si fossilizza su un’idea che è palesemente sbagliata, oltre che ingiusta nei confronti della verità, alla fine arriva il momento in cui tocca ricredersi, sentirsi un po’ stupidi e porgere le proprie scuse a chiunque.

In questo caso particolare, l’illuminazione avviene mentre sono impegnato in un esercizio chiamato “crucifixo inverso”, che di satanico oltre al nome ha anche la fatica indescrivibile nel sollevare anche solo un paio di chili.

Mentre sono lì che sudo e maledico la mia decisione di iscrivermi in palestra, ma allo stesso tempo penso a quanto sia stato economico farlo, si avvicina uno degli altri ragazzi che si allena durante il mio stesso orario.

“Come va lì nelle Risorse Umane?”, mi chiede sorridendo.

“Ah bene!”, rispondo un po’ sorpreso, “ogni giorno un sacco di cose da fare per realizzare questo progetto”.

“Di cosa si tratta esattamente?”

Allora gli spiego che è un progetto di gastronomia ecosostenibile, in cui permetteremo a persone che non hanno praticamente nulla di imparare un nuovo mestiere, collegando tutto ciò all’insegnamento di un nuovo modo di fare gastronomia con zero sprechi e ricette salutari.

E mentre sono lì che parlo ed illustro la mia idea, noto che smette di allenarsi e mi osserva con degli occhi strani. Sono davvero lucidi o è la fatica che peggiora la mia vista?

“Fantastico…”, mi dice guardandomi fisso, “avete già scelto le persone che vi parteciperanno?”

Gli spiego che si, grazie a degli assistenti sociali del comune di Curitiba abbiamo selezionato un gruppo di una ventina di persone che crediamo possano trarre da questo progetto un’opportunità per cambiare la propria vita. Radicalmente.

“Meraviglioso…ti racconto una cosa allora…”, e sempre con gli occhi lucidi – adesso sono abbastanza sicuro – mi parla un po’ della sua vita.

Mi racconta di come solo 4 anni fa vivesse per strada, senza una casa, preda di droghe e alcool, con nessuna prospettiva di migliorare la propria condizione. E poi l’incontro con un’assistente sociale che gli cambia la vita, lo convince di quanto sia ingiusto sprecare tutto restando distesi sui marciapiedi sporchi di una città diffidente e crudele. L’occasione di poter frequentare un corso di gastronomia e l’idea che lo stuzzica: si presenta alle selezioni scalzo, con una maglia strappata ed i calzoni sporchi. Il colloquio conoscitivo con la responsabile del corso che no, non lo respinge, ed anzi gli chiede come mai sia interessato a prendere parte a quel corso; e la sua risposta che mi fa venire la pelle d’oca: “è l’unica cosa che desidero in questo momento, e so che è l’occasione della vita”. Viene ammesso al corso e si diploma come primo della sua classe, trova un lavoro nella cucina di un ristorante e poi come operaio qui in Electrolux. La storia di un riscatto, di una quantità di coraggio che riesco a vedere benissimo in fondo a questi occhi neri come solo poche altre cose, neri e quindi pieni di ogni cosa.

 

“Sicuramente sarà difficile mettere in piedi tutto questo…ma non fermarti, vai avanti. Ci sono un sacco di persone come me che hanno perso fiducia in tutto ciò che la vita ha da offrirgli, ma basta solo che incontrino qualcuno che creda in loro perché possano finalmente riscattarsi.”

Me lo dice stringendomi un braccio ed io resto lì impalato, tra pesi e attrezzi, mentre tutti continuano ad allenarsi come se nulla fosse.

Io invece ho trovato un altro motivo per andare avanti, per cui battermi ogni giorno.

 

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