Viaggi

Iguazu, le cascate del Paradiso

Cascate nel Parco di Iguazu
Cosimo Scarano
Scritto da Cosimo Scarano

Ne sono praticamente certo: se il Paradiso dovesse mai avere delle cascate, allora sarebbero certamente uguali a quelle che ci sono in questo posto. La meraviglia che ancora mi riempie gli occhi non mi fa procedere con lucidità…ma andiamo per gradi.

Arrivo alla stazione di Foz do Iguaçu dopo 15 ore di autobus, direttamente da San Paolo. Ok, non è il modo più comodo ed emozionante di viaggiare, ma il costo del biglietto (R$110, circa 30 euro) gioca inevitabilmente a suo favore. Alle cinque di mattina persino gli autobus sono ancora a letto e qui è tutto talmente buio e desolato che ho quasi paura ad aspettare nel grande piazzale incustodito. Solo io e qualche altro temerario sbarcato assieme a me da quel mezzo infernale, a guardarci l’un l’altro per capire cosa fare o se almeno qualcuno ce l’abbia un’idea su cosa fare per muoversi da lì. Nessuno parla né propone una soluzione ed allora il tassista che mi spia da lontano ha gioco facile nell’avvicinarsi e offrire il suo aiuto. Gli mostro l’indirizzo dell’ostello. “Hotel?” mi dice. “Ostello” gli rispondo una, due, tre volte, perché evidentemente non deve aver capito bene che il mio viaggio è di quelli low cost e posso permettermi solo un letto in una stanza con altre sette persone. Probabilmente la mia faccia implorante lo convince a darmela vinta, perciò salgo in auto e in meno di dieci minuti siamo a destinazione: pago, non mi dà il resto, non mi scarica la valigia né aspetta che io suoni alla porta dell’ostello. Che dire, chapeau.

L’ostello è molto carino, pulito, moderno, infatti si chiama “Concept Design” (www.conceptdesignhostel.com) ed è facile intuire il perché: tutta la struttura ha un taglio essenziale e pulito, all’interno le zone comuni sono tali e quali a quelle di un lounge bar di una qualsiasi città europea e le camere sono davvero pulite, con copriletti di colori diversi per ogni stanza. Nella mia sono giallo intenso, mi piace. Un ulteriore punto a suo favore è che offre la possibilità di partecipare a tour guidati per le cascate, prenotabili direttamente in reception. Per cui dopo essere arrivato alle sette, fatto il check in, chiesto umilmente di approfittare della colazione appena servita e essermi iscritto ad uno di questi tour, ho appena il tempo di lasciare le cose in camera che già sono di nuovo per strada, su un pullmino diretto al Parco.

Combriccola strana in questo pulmino: ci sono un italiano, un brasiliano, una colombiana, uno spagnolo e due olandesi…deve essere una barzelletta o forse solo il bizzarro incontro di sei ragazzi arrivati da ogni parte del mondo per l’attrazione naturale di questi luoghi, in ogni caso è sintonia dall’inizio. Siamo tutti sorridenti e tutti eccitati per lo spettacolo che vedremo di lì a poco, preparati da letture e articoli rubati su internet, ma nessuno sa veramente cosa aspettarsi. La guida è fin troppo professionale per trasmetterci qualcosa in anticipo: non ci resta che scendere dal mezzo, pagare il biglietto d’ingresso (R$45,50) e metterci in cammino per il primo dei tre percorsi segnalati nel parco.

Tre. Uno più bello dell’altro: il percorso in basso (Lower trail) è un piccolo assaggio di quello che sarà poi il gran finale. Il punto panoramico si trova alla fine del sentiero lungo 1,5km e mentre ci incamminiamo spediti l’argomento cade subito sui pericoli della foresta. Procioni con la rabbia, serpenti velenosi, tarantole mortali, macachi con la passione per i morsi, lontre, puma e linci (gli ultimi due non li vedremo certamente di giorno, ci rassicura la guida), è bello camminare nella vegetazione fitta e sobbalzare per ogni rumore sospetto o sensazione di morte incombente. Al punto panoramico, però, ci arriviamo tutti e sei vivi e nemmeno tanto stanchi.

Cascata - Iguazu

Cascata – Iguazu (Argentina)

Giusto il tempo di qualche foto e dobbiamo rimetterci in cammino, ma invece di salire verso il percorso superiore, iniziamo a scendere centinaia di scalini ricavati nella pietra, fino al punto di attracco delle imbarcazioni che portano i turisti a fare un giro fin sotto le cascate. Prima di farci salir su, gli addetti del parco ci consegnano delle buste impermeabili, “per metterci dentro le borse” ci spiegano, facendo intuire che ci bagneremo leggermente. La cosa inizia ad insospettirmi un po’ di più quando delle signore davanti a me tirano fuori dagli zaini degli enormi impermeabili di plastica e se li infilano con cura, mentre la guida ci raccomanda di toglierci le scarpe una volta a bordo e di mettere anche quelle all’interno delle buste. Ma dove diavolo stiamo andando? Preparo la mia GoPro e inizio a registrare, qualcosa di singolare  di certo sta per accadere. In effetti trovarsi su una barca lanciata a tutta velocità tra le enormi rocce che affiorano dalla corrente, dritti contro il muro d’acqua delle cascate non è una cosa che capita spesso. Pochi secondi e sono praticamente zuppo, la quantità e la forza dell’acqua sono tali che mi risulta difficile anche solo respirare, mentre sull’imbarcazione tutti urlano, entusiasti. Beh, almeno verrà fuori un bel video.

Ecco, camminare con dei jeans zuppi non è la cosa più confortevole sulla faccia della Terra. Il peso triplica ed i movimenti sono limitati, per cui i 3km del percorso di mezzo, un susseguirsi di scalinate in salita e in discesa, non sono poi così agevoli. Ma cosa fare se poi, dopo tanta fatica, lo spettacolo è mozzafiato. Una valle immensa ricolma d’acqua, spruzzi di acqua che arrivano fin lassù trasportati dal vento, una natura trabordante e tante piccole terrazze da cui poter ammirare l’enorme arcobaleno che si è formato proprio nel mezzo del complesso di cascate.

Cascate nel Parco di Iguazu

Cascate nel Parco di Iguazu (Argentina/Brasile)

 Un milione e mezzo di foto scattate e poi di nuovo in cammino, stavolta sul terzo ed ultimo percorso rimasto (Upper trail) a cui si arriva prendendo un vecchio trenino, simile a quelli che si trovano allo zoo, lento, malridotto e con le panche in legno per nulla comode o almeno sicure. I 2 km di passerella che portano fino alla piattaforma sospesa sulla cascata più grande sono adagiati sul letto del fiume Iguazu, che attraversano in tutto la sua lunghezza aggrappandosi a piloni di cemento poco rassicuranti. Scorgiamo con entusiasmo un paio di tartarughe, talmente nere e spigolose da sembrare rocce, infatti è solo grazie alla guida che riusciamo a rubarne qualche scatto. Il sole sta già scendendo sull’orizzonte e tutto assume una tonalità più calda, armoniosa, quasi teatrale. Si sta preparando il palcoscenico per l’ultimo atto, quello più importante e spettacolare, e vi prego credetemi, una volta arrivati lì, le bocche si chiudono, i sorrisi perdono d’efficacia, non resta altro che ammirare in silenzio e lasciarsi trasportare dalla potenza della natura in un’altra dimensione, in cui noi siamo essere minuscoli e insignificanti e l’acqua fa quello che vuole, letteralmente.

La Garganta del Diablo è un luogo surreale, un’enorme gola in cui milioni di metri cubi d’acqua si riversano, per trasformarsi in nuvole di vapore che poi risalgono dal fondo e vengono ad accarezzare la pelle di chi assiste attonito a tutto ciò. Il fondo è praticamente impossibile da scorgere e non so spiegarvi quello stranissimo senso di vertigine che affiora, il lontano e matto desiderio di saltare giù, per capire cosa si prova a perdersi e dissolversi in  un’immensità bianca ed inconsistente. Si tratta di qualcosa di certo e verificato e  qualcuno lo ha anche fatto per davvero, lanciandosi dalla piattaforma per poi sparire per sempre. Mentre sono appoggiato alla ringhiera il tempo sembra fermarsi e se non ci fosse il flusso continuo dell’acqua a regalare movimento a tutta la scena, giurerei che il mondo ha deciso di bloccarsi ed assistere anche lui; nessuno fiata, i miei compagni d’avventura guardano tutti nella stessa direzione e la luce piatta del tramonto che fa brillare gli schizzi d’acqua è l’ultimo regalo che Madre Natura ha deciso di farci per oggi.

Chiudo gli occhi ed in un attimo sono altrove. Il rumore della cascata è la musica preferita della mia anima e la corrente impetuosa mi porta via lontano, verso stanze della mia anima di cui ho scoperto da poco l’esistenza.

Garganta del Diablo - Parco Nazionale di Iguazu

Garganta del Diablo – Parco Nazionale di Iguazu (Argentina/Brasile)

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