Storie

Il motivo per cui non esci dalla mia testa

Cosimo Scarano
Scritto da Cosimo Scarano

Ti ho pensato ancora una volta. Mentre ero a letto, sdraiato, a cercare di zittire tutti i rumori della giornata accumulatisi nella mia testa.

Ti ho pensato, come ogni volta in cui abbasso la guardia e l’esercito dei ricordi rompe le righe, invade ogni spazio lasciato indifeso, travolge tutto ciò che costruisco con fatica e mi illudo possa poi durare per sempre.

Davvero non c’è scampo a tutto questo? Non smetto di chiedermelo, e nello stesso istante ripenso a tutte le scene che metterei volentieri in un film, dove tu sei protagonista ed io mi limito a dirigere tutto; affinché ogni dettaglio sia perfetto, perché sia chiaro proprio a tutti dove risiede tanta perfezione, cioè in quel punto tra il collo e la tua spalla che solo io conosco.

Ci deve essere però un motivo, per cui non ne vuoi sapere di uscire dalla mia testa. E magari andando a ritroso tra le onde di questa tempesta riuscirò a trovarlo, infine. Deve essere stato il modo in cui ci siamo lasciati, quel tuo sguardo basso, probabilmente imbarazzato, mentre in silenzio cercavo di asciugare le lacrime che mi inondavano le guance con il dorso della mano, come un gatto piuttosto triste e ingombrante; oppure la sensazione che avevo piantata in gola il giorno in cui ti ho chiesto se andasse tutto bene, e non ho udito nulla in risposta, solo un lampo senza alcun tuono a far tremare qualcosa di concreto; o chissà, potrebbe essere successo qualcosa subito dopo quella volta che, dopo aver fatto l’amore, ho fatto affondare una mano nei tuoi capelli e l’altra sotto il tuo braccio, per l’improvvisa paura di vederti scivolare fuori da quel letto e andare via lontano da me proprio come si allontanano due calamite con identica orientazione; e se invece fosse capitato tutto la prima volta in cui abbiamo percepito di poter diventare un solo corpo, due meraviglie incastrate contro ogni previsione; se qualcosa avesse perso il suo equilibrio unico ed essenziale, durante l’impensabile incontro tra le nostre labbra umide, in una sera senza vento nel bel mezzo dell’inverno. Pensandoci, d´altronde, potrebbe anche essere iniziato tutto con quello sguardo distratto, quel saluto frutto di banale educazione, di cui ci sono testimoni totalmente ignari di aver assistito al principio del più grande evento mai avvenuto nella vita di almeno un paio di persone.

Il motivo per cui non esci dalla mia testa è che io non sono capace di fermarla, quando decide che immaginare di starti accanto è molto meglio che restare vuota e senza spilli. Nell’illusione che tutto possa sempre tornare indietro, al posto che gli appartiene per diritto. Nella certezza che un po’ di dolore sia preferibile al nulla che è la vita senza l’amore che provo per te.

Ancora oggi.

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