Storie

Le parole che sono tutto, ma spesso anche niente

Cosimo Scarano
Scritto da Cosimo Scarano

Metto subito le mani avanti: é una cosa difficilissima da spiegare. Ma, a ben pensarci, lo sono quasi tutti gli aspetti piú importanti della nostra vita, quelli che poi hanno un impatto maggiore sulla vita quotidiana e sul modo in cui viviamo le nostre giornate. In effetti, il problema risulta amplificato se si prova ad illustrarlo servendosi proprio del metodo che si vuole analizzare in maniera critica: usare le parole per spiegare come queste sianno allo stesso tempo tutto e niente.

Quindi questo articolo sará proprio questo, tutto e niente in egual misura.

Capiamoci bene, però. Non sempre la situazione é questa, ed anzi nella maggior parte dei casi le parole sono strumenti preziosi: permettono di comunicare visioni profonde, moti intimi dell´anima, sguardi-abbracci-baci che altrimenti non nascerebbero mai, e resterebbero confinati in quel mondo orribile, spazzato di venti gelidi, in cui regna il silenzio della bocca e del cuore.

Eppure non mancano situazioni in cui, che sia scritta o parlata, la parola non riesce a svolgere il compito che le affidiamo da sempre con fiducia sconfinata. Problemi di incomunicabilitá? Comodo, fin troppo, definirli cosí. Il vero problema, la causa scatenante – quasi sempre, che di perfettamente logico ed affidabile al di sopra di ogni dubbio, c´é davvero poca roba qua attorno- si ha quando le parole diventano troppo distaccate dalla realtá, quando brancolano nella nebbia che le ha generate, e che diventa un´impedimento solo per se stessa. E per nient´altro.

Diciamolo, le parole sono belle, sono pietre che diventano diamanti se incastrate nella sequenza giusta, decorate con fili d´oro e vengono sfoggiate nelle occasioni migliori, quelle giuste, giuste senza alcun motivo oscenamente chiaro. Come i diamanti, però, possono risultare drammaticamente fuoriluogo quando stonano in misura eccessiva con l´ambiente circostante, discordano da quello che comunica ogni altra cosa nelle loro vicinanze – e magari anche quelle nelle lande piú lontane, tuttavia concordi nel messaggio – producendo un suono fastidioso, non a priori ma per manifesta inadeguatezza dopo accurato confronto.

Cibatevi di parole, abbeveratevi nei significati, nelle immagini, nelle giravolte di lettere forgiate da una mente aliena, piombata dalle profonditá dell´universo sulla terra per offrire a noi poveri sacchi di carne senza anima, un modo per sentirci meno animali, un gradino piú in alto degli altri mammiferi notiriamente intelligenti. Usatele per ogni cosa e fatene di tutto, ma ecco, un piccolo consiglio (dis)interessato: non costruiteci sopra la vostra vita. Come non costruireste mai su un terreno sabbioso, che produce smottamenti anche solo per le carezze del vento d´estate, la casa in cui passare una vita.

Lasciatevi rapire dalla loro bellezza, prendetene il meglio e cercate sempre di portarle dalla vostra parte, di rigirarle in qualche modo a vostor favore: ma non ve ne innamorate, mai, per via del rischio altissimo che possano trasformarsi in perfidi carcerieri, capaci di tagliarvi fuori dalla realtá. Totalmente, in maniera dolorosa anche se reversibile: per questo ancora piú dolorosa quando si tratta di attivare il processo inverso.

Oppure fatelo, perché al di là di tutti i consigli spassionati, e le suppliche che potrei rivolgervi – lo sto giá facendo, forse (?) – alla fine é proprio l´errore che ho commesso io stesso. E no, non me ne pento: anche se la mia casa crolla spesso e sono sempre all´opera per ricostruirla; anche se la fiducia che ripongo con accuratezza in qualche cassetto poi sparisce nel buco nero della vita vera e cruda; anche se le sconfitte superano le conquiste e tutt´attorno si levano voci rabbiose, accuse di stupiditá e processi frettolosi.

Forse il punto é tutto qui: credere che le parole possano tutto e poi scoprire che in alcuni casi non possono nulla, non possono affatto. O magari possono fare persino questo, dimostrare cioé quanto siano inutili quando finalmente proviamo a separarcene usandole; e quelle poi non smettono di rendere evidente quanto siano fondamentali, necessarie, esigenti.

Si tratta di un rischio, con la prospettiva di un prezzo altissimo da pagare anche per il minimo errore. Eppure chi é abituato da anni ad averle come amanti, da nascondere ovunque, anche sotto il cuscino, per poi tirarle fuori solo di notte quando tutto é calmo ed in apparenza sicuro, sa che non c´é alternativa. Ed egli stesso finisce per dire tutto, o niente, ogni volta che pensa sia possibile, anche se possibile non é quasi mai.

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