Storie

Lezioni di vita e regali inaspettati

Interno di una casa - Rivera (Uruguay)
Cosimo Scarano
Scritto da Cosimo Scarano

Le lezioni di vita arrivano sempre inaspettate, senza che tu te ne accorga, bussando con tocco leggero alla porta della tua anima.
Per pure caso, il mio viaggio mi ha portato in questa città di frontiera, tra Uruguay e Brasile. E per puro caso sono stato accolto in casa da persone sconosciute che non parlavano la mia stessa lingua, non mi avevano mai visto prima, non sapevano davvero nulla di me.
Mi hanno fatto entrare, fatto accomodare sui loro divani, offerto tutto ciò che avevano da mangiare in casa, assicurandosi che tutto fosse di mio gradimento, guardandomi soddisfatto mentre prendevo forchettate enormi dal piatto.
Poi, dopo aver pranzato, in attesa del mio prossimo autobus, siamo andati a prendere un caffè in salotto davanti al camino acceso.
Cosí questi signori hanno iniziato a raccontarmi la loro vita, di come hanno cresciuto due figlie tra le mille difficoltà di una terra strana, che la figlia maggiore adesso è un medico e l’altra lavora in una banca. E vivono nella capitale del Paese, cosa che rende loro impossibile poterle vedere ogni giorno. Sono anche diventati nonni da un po’ e con quella gioia che solo i nonni sanno trasmettere, mi mostrano orgogliosi le foto dei loro nipoti, mentre io gli parlo un po’ della mia vita e in alcuni istanti avverto la netta sensazione di conoscerli da sempre.
Mi danno consigli per il mio futuro ed io li accetto di cuore, raccontandogli la direzione che sto intraprendendo e ricevendo per questo la loro benedizione.
“Tutto quello che è fatto col cuore, ha un finale felice” mi dice ad un certo punto la padrona di casa, per cui annuisco in maniera impacciata e non riesco a trattenere una lacrima. Mi abbraccia questa donna e mi dice che Dio ha già un progetto per me, per tutto questo, e le sue mani segnate dal lavoro sono in quel momento un grande conforto, in una casa piantata chissà dove nella grande vastità del mondo. Prima di andar via mi chiede se voglio cenare o magari portar via qualcosa da mangiare durante il viaggio; io non me la sento di chiedere ancora. Ma lei insiste e alla fine devo arrendermi.
Cinque ore fa queste persone non conoscevano nemmeno il mio nome e adesso sulla soglia della porta della loro casa mi danno delle pacche sulle spalle, come farebbero con un familiare stretto, invocando qualcuno lassù che mi protegga lungo il cammino in ogni istante.
Cosa potrei dire? Come potrei ringraziare questa umanità cosí straripante, a tratti imbarazzante nel suo splendore? Non c’è verso, li guardo negli occhi e in un sorriso è racchiusa tutta la mia gratitudine per loro. Questa coppia, questo padre e questa madre, sono anche i miei genitori, i miei nonni, la fonte primaria di tutto ciò che è vita, passata, presente e futura. Sono un modello altissimo, una speranza che oggi ha smosso il mio mondo e modellato il mio cuore, un tesoro che non avrei mai immaginato di incontrare qui nè altrove, il senso di questa bella giornata e di tante altre a venire.
Viaggio soprattutto per questo: per raccogliere storie preziose, abbracciare persone sconosciute e seminare lacrime qua e là, mentre distrattamente comprendo che la vita è fatta semplicemente di piccoli tasselli di meraviglia.

 

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