Viaggi

Mar del Plata, la bella addormentata

Costa di Mar del Plata (Argentina)
Cosimo Scarano
Scritto da Cosimo Scarano

Ormai lo avrete capito: di soldi per prendere duecento aerei non ce n’è traccia, per cui il mezzo più conveniente per spostarsi qui in Sud America per me è e sempre resterà l’autobus. Solo che stavolta ho davvero esagerato, decidendo di percorrere in un colpo solo i 1800km che separano Puerto Iguazu da Mar del Plata, città situata nella provincia di Buenos Aires, a sud della capitale argentina.

25 ore, 25. Di sofferenza, sogni tormentati, polvere a vagonate, cibo difficilmente ingeribile, aria condizionata killer e frenate altrettanto mortali. Una giornata passata su un sedile, semisdraiato…sembra la cosa più bella del mondo, ma vi assicuro che dopo la diciottesima ora si trasforma in una tortura e iniziate solo a desiderare che la parte inferiore del vostro corpo si stacchi per magia, finendo per terra, finalmente insensibile a tutto questo travaglio.

Ma le mie gambe stavolta sono toste e decidono che non è un buon giorno per dirmi addio, così dopo 25 ore arrivo finalmente al terminal degli autobus di Mar del Plata. C’è un buon motivo, tuttavia, se sono venuto fin qui mettendo a rischio la mia incolumità e si tratta di una sorella acquisita, di una ragazza dal cuore d’oro con cui ho avuto l’onore di condividere la mia prima esperienza di volontariato in Brasile. Una delle persone che hanno innescato tutta la serie di cambiamenti che da due anni a questa parte stanno cambiando la mia vita.  Vicki e sua sorella Laura mi aspettano con un sorriso sincero stampato in volto, non ci vediamo da oltre un anno e mezzo e si, è davvero tanto. La abbraccio come abbraccerei un componente della mia famiglia pur avendo passato con lei solo sei settimane dei miei 26 anni di vita totali. Ma si sa che il tempo non conta quando è il cuore a scandire gli eventi.

L’accoglienza di Vicki e della sua famiglia sono una ventata di calore sulle mie membra spossate e bagnate dalla pioggia che, per completare la giornata non certo esaltante, continua a scendere incessante sulla città. Fa davvero freddo ed io per la prima volta ho la prova che in Sud America l’inverno esiste davvero, non è solo un’invenzione; sarà proprio questa la chiave per interpretare lo spirito della città argentina.

Famiglia non vuol dire solo affetto e grandi abbracci, soprattutto per noi italiani l’ambiente familiare si accompagna quasi sempre al buon cibo. Fortunatamente è così anche qui e dopo giorni di pasti improvvisati e (a volte) saltati, ho l’occasione di recuperare tutto il cibo perduto, ingurgitando a volontà diverse specialità locali. Empanadas, mezzelune, formaggi, carne arrosto: tutto ha un sapore delizioso ed inizio a pensare che allora esiste qualche altro luogo sulla Terra, oltre all’Italia, in cui si mangia in maniera decente.

I tre giorni che trascorro a Mar del Plata però sono anche una piacevole scoperta di quella che è davvero un piccolo gioiello, una città poco conosciuta all’estero ma che merita realmente qualcosa di più. Quello che si presenta davanti ai miei occhi è uno spettacolo strano, inizialmente indecifrabile e piuttosto spiazzante. Con un tempo pessimo, è troppo facile esprimere un giudizio negativo su una città: le città di mare, poi, si assomigliano più o meno tutte quando sono oppresse da un cielo grigio e la pioggia infierisce per giorni. Spente, diffidenti e piuttosto malinconiche, le strade umide non sono per nulla accoglienti ed il vento che le spazza, trascinando via lontano le foglie secche e bagnate, aumenta la sensazione di trovarsi nel luogo giusto ma nel momento sbagliato. Intuisco però che Mar del Plata non è solo questo, c’è qualcosa di più che aspetta solo l’occasione giusta per venir fuori e far bella mostra di sè.

Casa tipica a Mar del Plata (Argentina)

Casa tipica a Mar del Plata (Argentina)

L’occasione è proprio un giorno di sole e l’ultimo che trascorro a Mar del Plata, fortunatamente, lo è. Appena sveglio noto subito i raggi filtrare dalla finestra della mia stanza ed inizio la giornata con un sorriso. Vicki se ne accorge e decide che è davvero una buona giornata per portarmi a fare un nuovo giro in città, per dare a Mar del Plata una nuova occasione per mostrarsi, stavolta con l’abito migliore. Una passeggiata lungo la costa cittadina conferma tutte le supposizioni ed io non posso fare a meno di tirare il cellulare fuori dalla tasca ogni dieci passi per immortalare una vista che mi cattura. Il sole risveglia ogni particolare di questa città ed il grigio sembra essere del tutto sparito, anche l’asfalto oggi è di un colore diverso. Il mare è quasi più azzurro del cielo e i segni sulla sabbia fanno immaginare cosa debba esserci durante l’estate, su queste spiagge, che Vicki mi conferma essere prese d’assalto da residenti e turisti. Una strada costiera che a tratti si affaccia a picco sull’acqua, hotel lussuosi tirati a lucido anche durante la bassa stagione, chioschi e lidi che momentaneamente riposano ma adesso scintillano sotto l’inaspettato sole invernale. Come una pietra preziosa coperta da un sottile strato di polvere, Mar del Plata è un gioiello che aspetta solo di essere ripulito. E la bellezza di questa città non si limita alla costa: l’architettura della città è realmente caotica, ma anche qui ci sono sorprese che inaspettatamente fanno spalancare la bocca, davanti ad autentiche meraviglie nascoste dai grattacieli d’importazione americana. Piccole villette, con i muri in mattoni rossi o più spesso in pietra (tipica della zona) danno la strana sensazione di trovarsi nell’Europa del Nord e mi è facile capire che sono stati proprio gli immigrati europei a portare un po’ di stile architettonico della costa inglese fino a queste latitudini. La mistura di stili e la cultura variegata di Mar del Plata sono effettivamente un accumulo di tante tradizioni differenti, grazie all’apporto dei tanti popoli giunti in Argentina nel secolo passato in cerca di fortuna. Gli italiani rappresentano proprio il gruppo più numeroso e la via che porta il loro nome fa la sua bella figura nel centro cittadino.

Molo a Mar del Plata (Argentina)

Molo a Mar del Plata (Argentina)

Vado via da Mar del Plata con la sensazione di un pericolo scampato: senza quell’ultimo giorno di luce abbondante, avrei sicuramente portato via con me un ricordo felice della città, per via delle persone fantastiche che mi hanno aperto la porta della loro casa, ma allo stesso tempo offuscato. Con in bocca il gusto amaro di un’occasione persa. Per fortuna, alla fine non è così.

Mar del Plata è come una bella signora, che in inverno si nasconde, convinta di non avere un bel vestito da far vedere a chi viene per ammirarla. Ma sa anche di essere bella, nelle giornate giuste, e ti strizza l’occhio invitandoti ad aspettare, a crederle sulla parola che bella lo è davvero, e anche molto. Io ho avuto  la pazienza di aspettare ed adesso so che a sud di Buenos Aires c’è una città che merita una visita, anzi…che merita persino 25 ore di autobus.

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