Fashion

Moda, l’espressione del bello

Passerella durante una sfilata di moda
Elisa Zisa
Scritto da Elisa Zisa

“…architettura, perché l’abito è spazio firmato; pittura perché è colore, musica perché è armonia, scultura perché è forma, poesia perché crea e qualifica…” è da queste parole di Germana Marucelli, di colei che fu la pioniera della moda italiana che parte la mia riflessione.

Cosa è davvero un abito? Cosa rappresenta la moda all’interno della nostra società? È forse solo spreco di denaro, manifestazione di opulenza, lusso o è altro? Io credo che riguardo all’argomento moda siano molti i pregiudizi che gran parte della popolazione ha creato nel corso degli anni e continua a perpetuare con il trascorrere del tempo. Sono pochissime le persone che, nonostante non facciano parte di quella cerchia di “addetti ai lavori”, riescono davvero ad apprezzare questo settore importante non solo nel nostro Paese ma “all over the world”. Si può apprezzare la moda solo se si riesce ad uscire da quegli schemi mentali che portano ad associare questa parola solo ed esclusivamente a sfilate, personaggi famosi e feste da mille e una notte. La moda è molto altro. La moda è semplicemente espressione del bello. Il bello del corpo di una donna se ci riferiamo alla moda femminile e di un uomo nell’altro caso; il bello delle creazioni di talentuosi stilisti, ma sopratutto il bello di aver permesso alla donna di uscire da quel senso di costrizione che la relegava solo ed esclusivamente al ruolo di “donna di casa”.

Sfilata di moda (particolare)

Sfilata di moda (particolare)

Quando si pensa al cammino che il genere femminile ha dovuto intraprendere per acquisire la tanto desiderata autonomia, o semplicemente quando si pensa a tutte le lotte fatte per la conquista dell’emancipazione femminile, non si può non considerare il grande peso che la moda ha esercitato in tal senso. Figure come Gabrielle Coco Chanel, Mary Quant sono chiavi di volta principali al fine di comprendere quanto il mondo degli abiti, del vestiario, abbia influito in una cornice storica di cambiamento sociale, un cambiamento legato principalmente  alla figura della donna, alla sua posizione nel mondo. Pensiamo a quanto nel passato, durante gli anni in cui la donna aveva solo il compito di stare fra le mura di casa, il modo di vestire fosse totalmente diverso da quello di oggi. Questa doveva adattarsi ad un tipo di abbigliamento molto casto che quasi non permetteva che si intravedesse la caviglia, perché il corpo della donna doveva rimanere nascosto ed essere mostrato esclusivamente al proprio consorte; tutto questo perché il senso di “pudore” andava oltre ogni limite ragionevole e sensato. Col passare degli anni, poi, in che modo è stato sconvolto e scombussolato il mondo dell’abbigliamento femminile? Basti pensare alla comparsa dei primi pantaloni in jersey disegnati per essere indossati da un corpo femminile o ancora di più all’avvento delle prime minigonne: un vero e proprio scandalo fu dunque il principio di tutto. Forti critiche accompagnarono le prime figure del mondo dello spettacolo che decisero di mostrare le proprie forme, le proprie gambe; la miniskirt di Mary Quant indossata da Twigghy e Jane Birkin divenne un vero e proprio “caso sociale” che però riuscì in qualche modo a risvegliare i sentimenti del genere femminile, facendo capire al mondo che una donna poteva anche essere poco vestita ma mai volgare, anzi al contrario elegante e sensuale nel suo essere donna. La moda, gli abiti, possono anche sembrare ad un occhio distratto delle semplici creazioni; ma in realtà oggi sappiamo che hanno segnato fortemente gli ultimi decenni della nostra storia e continuano a costruire silenziosamente, piano piano, i sentieri, le strade che ci condurranno verso il futuro.

La moda è espressione del bello, non del bello superficiale ma di quello interiore, quello che spinge gli stilisti a creare pezzi unici che accompagneranno poi il corpo delle donne, accarezzandolo e rendendolo meraviglioso. La moda è espressione del bello perché ha sempre lottato contro stereotipi e congetture, riuscendo poi a uscirne vincitrice, dimostrando al mondo intero quanta bellezza, eleganza e raffinatezza può scaturire dalla lavorazione dei tessuti, unita a una buona dose di fantasia e talento.

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