Storie

Non tutto quello che voglio mi è dovuto

Cosimo Scarano
Scritto da Cosimo Scarano

Voglio un sacco di cose, e non me ne vergogno affatto. Perché dovrei, poi?

Voglio diventare qualcuno che conti, una personalità importante e so anche in che modo, il motivo per cui vorrei che questo accadesse: ma non è necessario che ve lo dica qui chiaramente, lo scoprirete col tempo.

Voglio avere al mio fianco una persona speciale, con cui poter condividere tutto, – davvero – ogni cosa che mi passi per la testa, senza la paura di essere giudicato, senza alcuna ritrosia a scoprire troppo un lato intimo a cui ho sempre avuto accesso io e solamente io.

Voglio vivere una storia d’amore indimenticabile, non come quelle dei film che poi una volta uscito dal cinema inizi pian piano a dimenticare, senza che tu nemmeno te ne accorga, sotto i colpi del mondo e poi dell’abitudine (che alla fine è un po’ lo stesso): la storia che voglio è una storia che nessuno ha mai immaginato, una in cui io possa rivolgermi a qualcuno dicendo “hey, ma non ti senti fortunato? Siamo gli unici che abbiano mai vissuto qualcosa del genere, e lo saremo per sempre…”.

Voglio una vita piena di giorni che mi facciano riflettere, magari anche a volte essere triste, ma solo per poi regalarmi una nuova prospettive sulle cose che realmente importano, affinché io possa non dimenticarle mai, anche quando mi sembra che tutto – sebbene un senso ce l’abbia – sia inutile, o inservibile per me.

Ma voglio anche una vita piena di giorni spensierati, di momenti che mi facciano dimenticare tutto, chi sono, dove sono, perché sono e tutto quel tempo che inesorabilmente scorre per portarci chissà dove: in quei momenti io vorrei soltanto essere, accorgermi della mia individualità, racchiudere nel pugno tutte le cose che mi limitano e scagliarle in aria, insieme a qualche parola non troppo carina.

Voglio che il mondo si accorga di me, ma ovviamente io mi impegno prima ad accorgermi di lui, che ci cammino sopra e lo so che ne faccio parte, per cui ho intenzione di cambiare e fare quel che posso, ma possibilmente anche ciò che a malapena posso, o immagino.

Voglio che il mio futuro sia radioso, perché non si va incontro a qualcosa di fosco, oscuro, asfissiante e poco invitante: ci vogliono luci da seguire, suoni che guidino, immagini che attirino e storie di cui non vediamo l’ora di conoscere il prosieguo – però, senza mai voler arrivare al finale.

Voglio, infatti, non arrivare mai lì, alla fine: credo che si possano inseguire e raggiungere mille traguardi, e poi trovarne sempre uno nuovo per continuare ad avanzare, senza paura di spingersi troppo in là; sono in una fase della mia vita in cui “troppo” è solo una parola, un ronzio fastidioso nella mia testa ancora piena degli echi trionfanti di un’età piena di energie in cui io sono me stesso ed anche tutto quello che mi circonda, che posso modellare – almeno, credere? – come più mi piace.

Voglio queste, ma anche tante altre cose, e non permetto a nessuno, a nessuno che non ci abbia mai provato a vivere una vita del genere, di dirmi che purtroppo è impossibile.

Impossibile è lasciar passare i giorni senza che servano a qualcosa, senza che portino a sorrisi, ed alle soddisfazioni che quei sorrisi li causano, poi li fanno ricordare e custodire per sempre.

Non ho paura di volere le cose che penso di meritare, e non me le merito perché sono speciale: me le merito perché faccio parte di una società che mi offre opportunità infinite, e sono vivo come può essere vivo un ragazzo qualunque pieno di energia, in un mondo che ha tanti problemi, ma sicuramente ancora più sogni da realizzare.

E si, sarò pure un illuso e sicuramente non tutto quello che voglio mi è dovuto: ma io continuo a desiderare nient’altro che questo, realizzare tutto quello che voglio.

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