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Non visitate mai Buenos Aires

San Telmo - Buenos Aires
Cosimo Scarano
Scritto da Cosimo Scarano

Non fatelo. Se odiate le città che vi lasciano una traccia malinconica dentro, non andate mai a Buenos Aires. Magari se ci capitate per lavoro, cercate di rimanere indifferenti più a lungo che potete; ma se doveste rimanerci per più di qualche giorno…allora siete condannati.

Condannati a portare per sempre con voi il ricordo di una città meravigliosa e sorprendente, che ha la capacità di risvegliare il vostro lato romantico e conciliarlo con quello più “festaiolo”, facendo in modo che questo mix non vi abbandoni per molto tempo. Si può vivere così per sempre, vero? Arrivando in città e curiosando tra i mille articoli trovati su internet, mi ero imbattuto in una definizione che subito aveva destato la mia curiosità: Buenos Aires, “la Parigi del Sud America”. Ci vuole molta immaginazione per figurarsi una città come Parigi, il cuore dell’Europa e della cultura europea, su certi lidi. Anzi, su un lido qualsiasi. In fondo, a Parigi il mare è l’unica cosa che manca e Buenos Aires ce l’ha. Facciamo così, immaginate una città romantica e affascinante come la capitale francese, poi pensate ad una tranquilla città di mare, di quelle che d’estate sono abbaglianti e d’inverno hanno ancora una buona dose di fascino e malinconia: mettete insieme queste due cose e sarete già con un piede a Buenos Aires.

Personalmente, ho adorato il fatto di poter camminare per ore e ore per le vie di questa città (e vi assicuro che camminare è una delle cose che odio di più al mondo, insieme a “Colorado cafè” ed all’origano sulla pizza), respirando ad ogni svolta un’aria diversa, ascoltando le note di un tango in sottofondo, incrociando sguardi affascinati quanto e più del mio, pieni di meraviglia. Il quartiere di San Telmo è una chicca, con la sua piazzetta piena di tavolini in legno e ombrelloni colorati e ballerini di tango che si esibiscono al centro esatto di questo spiazzo, tra gli alti palazzi finemente decorati dai tipici tetti spioventi, lastricati di grigio.

Via di San Telmo - Buenos Aires

Via di San Telmo – Buenos Aires

La metropolitana ha un evidente gusto retrò, con i vagoni rivestiti di legno e la gente avvolta in pesanti cappotti che legge assorta quotidiani e libri dalle pagine ingiallite: sembra davvero di entrare in una macchina del tempo, che riporta tutto indietro di una ventina d’anni, verso qualcosa di più autentico e meno artefatto. Le chiese sono piccoli gioielli, i parchi non perfettamente puliti ma con una evidente e inquietante maestosità, le strade tutte diverse, ora silenziose e segrete, ora sguaiate e piene di vita. Tutto a Buenos Aires pare concorrere ad un interminabile gioco della vita, in cui i sentimenti prendono forma nell’arte e nelle linee delle creazioni umane mentre il sole lancia i suoi riflessi sulle cose che preferisce, scegliendole secondo il suo gusto personale, il più delle volte un semplice capriccio.

Obelisco - Buenos Aires

Obelisco – Buenos Aires

Buenos Aires è buon cibo (economico, per altro), musica e tradizione, ma anche poesia: ripescate qualche poesia di Borges mentre vi perdete nelle sue strade, ma non incrociate mai lo sguardo di qualcuno per più di due volte, o finirete per innamorarvene. La città ha molto da offrire ma non esibisce troppo: cercate negli anfratti, smuovete la polvere, fate in modo che le cose vi sorridano e vi sentirete meglio, arricchiti, rinnovati. Come quando ci si innamora, ecco. Come quando si capisce che stare soli è bello, ma non può essere una condizione eterna ed un bacio non si nega a nessuno, in una cornice del genere.

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